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Carosello
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mwbwmwcaCarosello fu un mwcqprogramma televisivo pubblicitario della mwcgRai in onda sul programma Nazionale (poi mwcwRete 1) per mwda7261 puntate in bianco e nero dal mwdq3 febbraio 1957 al mwdg1º gennaio 1977cite-ref-1[1]. Si trattava di un contenitore di cortometraggi commissionati dagli inserzionisti commerciali per pubblicizzare i propri prodotti: ogni inserzione pubblicitaria durava circa due minuti ed era costituita da uno sketch artistico/divulgativo di varia natura della durata di circa novanta secondi, cui faceva seguito la presentazione del prodotto, di circa trenta secondi: lo sketch non doveva contenere alcun riferimento al prodotto pubblicizzato.
Dopo la mwfaRiforma televisiva del 1975 e la revisione delle regole di raccolta pubblicitaria, il ruolo di una trasmissione come mwfqCarosello, ispirata dalla precedente normativa in materia, divenne superfluo e se ne decise l'accantonamento a fine 1976, con epilogo il giorno di capodanno del 1977.
Nonostante il carattere fondamentalmente pubblicitario, a mezzo secolo dalla sua fine il lascito culturale di mwfwCarosello sopravvive nei personaggi che ha contribuito a rendere famosi a prescindere dal prodotto pubblicizzato: a titolo di esempio si citino il pulcino mwgaCalimero, disegnato dai fratelli Pagot per mwgqMira Lanza, oppure Carmencita, di mwggArmando Testa, per le pubblicità dei prodotti mwgwLavazza.
Contents
• Storia
• La sigla
• Note
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Caratteristiche
Veniva trasmesso tutti i giorni, tranne il mwhwvenerdì santo e il mwia2 novembre, originariamente dalle 20:50 alle 21:00. Per effetto dellmwiq'mwigmwiwausterity, che spinse la Rai ad anticipare tutti i programmi della serata a partire dal mwjaTelegiornale (spostato alle 20:00), dal 2 dicembre 1973 fu trasmesso alle 20:30.
Consisteva in una serie di filmati (spesso scenette comiche sullo stile del mwjgteatro leggero o intermezzi musicali) seguiti da mwjwmessaggi pubblicitari. mwkaCarosello non era e non poteva essere solo un mwkqcontenitore di mwkgmessaggi pubblicitari: erano predeterminati il numero di secondi dedicati alla pubblicità, il numero di citazioni del nome del prodotto e il numero di secondi da dedicare allo "spettacolo", la cui trama doveva essere di per sé estranea al prodotto. Per una legge allora vigente non era concesso fare della pubblicità all'interno di uno spettacolo televisivo serale e nemmeno prima di un intervallo di novanta secondi dall'inizio del medesimo.
I mwlamwlqcorti venivano realizzati come qualsiasi film professionale, girati in pellicola impegnando ambienti e maestranze delle normali produzioni cinematografiche, spesso ricorrendo a sceneggiatori di fama - per esempio mwlgAge & Scarpelli - e a grandi registi: fra gli altri, mwlwLuciano Emmer (che ne è considerato l'inventore), mwmaPupi Avati, mwmqCorrado Farina, mwmgFederico Fellini, mwmwUgo Gregoretti, mwnaSergio Leone, mwnqLuigi Magni, mwngErmanno Olmi, mwnwGillo Pontecorvo, mwoaValerio Zurlini e, fra gli stranieri, l'americano mwoqRichard Lester.
Storia
La nascita
Nel 1957 la mwrwRai decise di inserire messaggi pubblicitari nella programmazione e per aggirare il divieto di fare pubblicità durante gli spettacoli televisivi sviluppò un apposito mwsaformato televisivo.
La regola principale del Carosello era che la parte di spettacolo (il "pezzo", della durata di 1 minuto e 45 secondi), doveva essere rigidamente separata e distinguibile da quella puramente pubblicitaria (il "codino", della durata di 30 secondi). Il passaggio dal pezzo al codino avveniva con una frase-chiave pronunciata dal protagonista; solo nella parte finale poteva essere nominato il prodotto. Ogni Carosello era inserito, durante i primi sei anni, in un contesto di tipo mwswteatrale: veniva introdotto dall'apertura del mwtasipario con accompagnamento di una specie di mwtqfanfara.
• mwcaShell: mwcqContributo mwcgShell per la sicurezza del traffico; mwcwGiovanni Canestrini vi parla di: "Guida a destra o guida a sinistra?"cite-ref-7[7];
Dal 10 febbraio 1957cite-ref-11[11] andò in onda la serie mwlwLe avventure del signor Veneranda per il brandy mwmaStock 84. Il regista fu mwmqEros Macchi, lo sceneggiatore, soggettista e autore del personaggio fu mwmgCarletto Manzoni, gli attori furono mwmwErminio Macario e mwnaGiulio Marchetti, il produttore fu Pino Peserico.
Nei primi anni andavano in onda solo quattro spettacoli per ogni puntata. La pubblicizzazione di un dato prodotto seguiva un ciclo di quattro puntate con cadenza settimanale, diversi l'uno dall'altro sebbene con soggetto comune. All'interno di una trasmissione, quindi, un pezzo andava in onda solo una volta. Nella sigla di chiusura infatti, l'annunciatrice annunciava la data della successiva messa in onda. I lettori del mwnwmwoaRadiocorriere TV, proprietà dell'ente RAI, potevano conoscere in anticipo le pubblicità incluse nel palinsesto. A partire dal 1960 i pezzi salirono a cinque per ogni puntata (anche se dal 1962 al 1964 scesero di nuovo a quattro). Dall'autunno 1974, e fino all'estate 1976, i Caroselli in onda ogni sera diventarono ben sei.
Il successo
La soluzione ebbe un enorme successo: mwpqCarosello è stato per molti anni fra le trasmissioni televisive più amate, arrivando a rappresentare un tipico appuntamento della famiglia italiana, tanto che, ancora oggi, la frase «A nanna dopo Carosello», intimata dalle madri ai figli bambini che dovevano andare a letto quasi subito dopo cena, è rimasta parte del linguaggio parlato.cite-ref-12[12]
Oltre a introdurre l'innovazione della pubblicità, e a farlo inserendola in un contesto che aveva il pregio di renderla gradevole al pubblico, mwqwCarosello portò anche una serie di innovazioni nel linguaggio televisivo in generale. La sua caratteristica più rilevante era l'inedita "brevità" (non solo delle inserzioni ma anche degli altri "siparietti"); per questo, gli stacchi teatrali dovevano essere diretti, semplici, attingendo spesso a luoghi comuni e rimanendo molto vicini alla cultura popolare. Memorabile una pubblicità (contenitore di una sorta di mini serie a puntate) con protagonista un giovane che subiva il furto del proprio ciclomotore di una nota marca.
Un'attuale rilettura evidenzierebbe una centralità socio-culturale localizzata nelle regioni del Nord Ovest italiano (mwrqMilano, mwrgTorino), teatro allora della mwrwrinascita economica e meta preferenziale dell'mwsaemigrazione interna. Troviamo infatti lo stereotipo della massaia moderna e avveduta, da uno spiccato accento milanese, con il compito di indicare il prodotto casalingo più aggiornato. In contropartita osserviamo la persona semplice e sprovveduta, sia attore sia personaggio d'animazione, come il pulcino mwsqCalimero, con spiccato accento veneto, regione allora depressa e mwsgserbatoio di emigrazione. Potrebbe indurre il sospetto di un velato razzismo l'apporre tale dialetto al personaggio di una colf di colore ma tuttavia si tendeva a evidenziare la differenza tra metropoli e provincia, l'ingresso o meno degli italiani nella cultura mwswconsumistica. Un buon esempio sono le avventure di un contadino in un negozio di casalinghi, alla ricerca di "una cosa cittadina". Inorridito davanti a degli elettrodomestici messi in prova da un commesso, l'uomo può rassicurarsi riconoscendo il marchio del prodotto richiesto, una comune lametta da barba.
Rispetto alla pubblicità moderna, la più lampante differenza rimase proprio il tentativo della RAI di integrare le novità di una nascente mwtqsocietà dei consumi in un contesto legato alla tradizione nazionale popolare. Il messaggio pretendeva essere rassicurante e a tratti con pretese persino mwtgpedagogiche. Attraverso il messaggio pubblicitario si elargiva una promessa delle qualità di un prodotto.
Sicuramente il mondo della pubblicità, in prima fila la mwuaSipra che gestiva la mwuqpubblicità RAI, vedeva in Carosello uno strumento sfuggito loro di mano e passato ai "creativi": il personaggio e la storiella erano più importanti del messaggio pubblicitario; ad esempio, mwugCalimero era più famoso del detersivo reclamizzato.
D'altra parte, Carosello fu definito da una certa cultura anche "diseducativo",cite-ref-13[13] e inoltre la trasmissione risultava di fatto poco pratica e dispendiosa per la committenza, data l'eccessiva durata delle scenette.
Sospensioni
In quasi vent'anni di storia, mwwgCarosello venne sospeso in sole due occasioni: per una settimana tra il 31 maggio e il 6 giugno 1963, per l'agonia e la morte di mwwwpapa Giovanni XXIII, e dal 12 al 15 dicembre 1969, all’indomani della mwxastrage di piazza Fontana.
Altre sospensioni più brevi si ebbero per la morte di mwxgpapa Pio XII (dal 9 all’11 ottobre 1958), per il mwxwdisastro del Vajont (10 ottobre 1963), per le uccisioni dei fratelli mwyaJohn (22 novembre 1963) e mwyqRobert Kennedy (5 giugno 1968) nonché, a seguito di improrogabili collegamenti, per la prima trasmissione in mwygMondovisione, il 25 giugno 1967, e per l'ammaraggio della navicella spaziale mwywApollo 14, il 9 febbraio 1971. Alcuni scioperi e agitazioni in seno alla RAI alterarono lievemente la programmazione, ad esempio con l'avvio della sigla finale senza l'elencazione dei prodotti reclamizzati.
La chiusura
Il 1º gennaio 1977 andò in onda l'ultima puntata di Carosello.
Le cinque mwzwscenette di quest'ultima puntata furonocite-ref-14[14]:
1. mw1gStock: mw1wmw2aSuperspettacolo di Capodanno (con mw2qRaffaella Carrà, regia di mw2gGino Landi);
2. mw3aBTicino: mw3qIl calcolatore elettronico: Cassa robot (con mw3gAlfredo Danti, regia di Nedo Zanotti);
3. mw4qAmaro Ramazzotti: mw4gI due sceneggiatori: Il bowling (con mw4wMario Maranzana e mw5aGiancarlo Dettori, regia di Andrea Cardile);
4. Ati/Piletti: mw6aAttività serene: La giornalaia (regia di mw6qErmanno Olmi);
5. Dr. Gibaud: mw7amw7qFamiglia: Sciare (con mw7gMario Valdemarin e Gemma De Angelis, regia di Ezio Perardi).
La chiusura del programma fu causata da vari fattori: mw8gin primis, il mercato pubblicitario italiano si stava trasformando in senso più moderno e dinamico, e quindi i produttori cominciarono a diventare insofferenti verso i limiti di tempo imposti da questo modo di reclamizzare i propri prodotti; anche il pubblico stava cambiando, e la televisione basata su presupposti pedagogici cominciava a perdere presa. Anche le ditte più piccole, che non potevano permettersi i costi di mw8wCarosello, iniziarono a far sentire la loro vocecite-ref-15[15]. Infine, i prodotti del mw-amercato internazionale avevano bisogno di un'immagine standard nei diversi Paesi e mal sopportavano il fatto di dover costruire pubblicità legate particolarmente al contesto italiano.
Vennero creati da allora degli annunci più brevi racchiusi in scenette pubblicitarie, compresi tra un mw-gintermezzo (solitamente scene animate) d'apertura e uno di chiusura e mandati in onda in precise fasce orarie; in base a talune gli spazi venivano contraddistinti con una lettera dell'alfabeto. In particolare il Carosello venne sostituito con lo mw-wSpazio F, in onda alle 20:30, quindi alla fine del telegiornale. Lo Spazio F fu poi sostituito da una nuova serie di mw-aintermezzi, che mostravano adesso il nome della rete, nell'ottobre 1983, periodo in cui il canale Rete 1 assunse l'attuale denominazione Rai 1.
La sigla
Le prime due sigle (i cosiddetti "siparietti") vennero realizzate da mwaqqLuciano Emmer e Cesare Taurelli per conto della loro società di produzione Recta Film. La prima, andata in onda solo per tutto il 1957, fu addirittura realizzata in casa dello stesso Emmer la notte prima della messa in onda, almeno secondo quanto raccontato dal regista romano.
La sigla più celebre con quattro panorami di città italiane, nell'ordine mwaqgVenezia (vista dal mare in cui si riconosce il mwaqkPonte di Rialto), mwaqoSiena (mwaqsPiazza del Campo durante il mwaqwPalio), mwaq0Napoli (mwaq4Via Caracciolo) e mwaq8Roma (mwaraPiazza del Popolo), con ai lato i musicisti (nell'ordine un liutista, un trombettista, un mandolinista e un flautista), disegnata a tempera da mwareManfredo Manfredicite-ref-16[16] venne trasmessa a partire dal 1962.
La colonna sonora rimase immutata per l'intero ventennio: si tratta della versione strumentale di una mwarctarantella napoletana risalente al 1825 circa e raccolta dal musicista Vincenzo De Meglio (1825-1883), intitolata mwargPagliacciocite-ref-17[17] curata da mwar0Raffaele Gervasio (1910-1994) titolata di proprio - in una prima versione del compositore barese - mwar4Commedianti (1957) e poi in una seconda, mwar8Menestrelli (1961). Le due versioni appaiono nel catalogo ufficiale di Gervasio come op. 76/CG 418cite-ref-18[18] e op./CG 433cite-ref-19[19] entrambe per "orchestra" ma con organici strumentali diversi. Secondo i ricordi di Luciano Emmer il brano era stato frettolosamente reperito da un cinegiornale d'epoca e direttamente utilizzato: lo fu per un primo periodocite-ref-20[20].
Una leggera modifica dello strumentale appare già nel corso dello stesso 1957 come si avverte dall'ascolto dei materiali superstiti ed essa (sostanzialmente l'op. 76/CG 418 vedi sopra) viene utilizzata sino al 1961. Dal 1962 al 1973 viene impiegata la nuova strumentazione di cui al Catalogo di Gervasio "433", che prevede un organico più brillantecite-ref-21[21] e convenzionalmente attribuita a mwateMarcello De Martino, che ne curò l'edizione di fatto registrata e che successivamente (1974) ne approntò una ulteriore accorciata rimasta sino alla chiusura definitiva del programma il 1º gennaio 1977.
Un estremo arrangiamento strumentale del motivo è opera di Fabio Gurian con l'mwatmOrchestra sinfonica nazionale della RAI per il mwatqrifacimento "mwatuCarosello Reloaded" (2013) che si rifà fondamentalmente a quello di Gervasio titolato "Menestrelli".cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]
Gli interpreti
I filmati erano interpretati in prevalenza da attori e attrici, talvolta in coppia con il proprio coniuge, ma vi recitarono anche cantanti, musicisti, sportivi, presentatori, annunciatrici RAI e persone assurte a improvvisa notorietà, come per esempio qualche campione del mwauaRischiatutto.
Tra i tanti si ricordano mwauiGiacomo Agostini, mwaumGiorgio Albertazzi, mwauqLaura Antonelli, mwauuRenzo Arbore, mwauyNicola Arigliano, mwaucNino Benvenuti, mwaugRiccardo Billi, mwaukWalter Bonatti, mwauoGianni Boncompagni, mwausMike Bongiorno, mwauwGiulio Bosetti, mwau0Gino Bramieri, i mwau4Brutos, mwau8Tino Buazzelli, mwavaErnesto Calindri, mwaveCarlo Campanini, mwaviRenato Carosone, mwavmMario Carotenuto, mwavqRaffaella Carrà, mwavuAdriano Celentano, mwavyGino Cervi, mwavcWalter Chiari, mwavgSabina Ciuffini, mwavkCorrado, mwavoCarlo Dapporto, mwavsNinetto Davoli, mwavwEduardo De Filippo, mwav0Peppino De Filippo, mwav4Marisa Del Frate, mwav8Lorella De Luca, mwawaOriella Dorella, mwaweJohnny Dorelli, mwawiGiustino Durano, mwawmMaria Giovanna Elmi, mwawqAldo Fabrizi, mwawuSergio Fantoni e mwawyValentina Fortunato, mwawcPaolo Ferrari, mwawgAnna Maria Ferrero, mwawkDario Fo e mwawoFranca Rame, mwawsArnoldo Foà, mwawwVittorio Gassman, mwaw0Carla Fracci, mwaw4Felice Gimondi, mwaw8Massimo Girotti, mwaxaGilberto Govi, mwaxeFranco Franchi e mwaxiCiccio Ingrassia, mwaxmSylva Koscina, mwaxqUbaldo Lay, mwaxuAlberto Lionello, mwaxyVirna Lisi, mwaxcAlberto Lupo, mwaxgErminio Macario, mwaxkNino Manfredi, mwaxoLauretta Masiero, mwaxsMina, mwaxwDomenico Modugno, mwax0Sandra Mondaini e mwax4Raimondo Vianello, mwax8Rina Morelli e mwayaPaolo Stoppa, mwayeFrancesco Mulè, mwayiTiberio Murgia, mwaymAmedeo Nazzari, mwayqAve Ninchi, mwayuAlighiero Noschese, mwayyIlaria Occhini, mwaycAdriano Panatta, mwaygOttavia Piccolo, mwaykNicola Pietrangeli, mwayoRaffaele Pisu, mwaysNilla Pizzi, mwaywPaolo Poli, mway0Giovanna Ralli, mway4Renato Rascel, mway8Clay Regazzoni, i mwazaRicchi e poveri, mwazeMario Riva, mwaziNini Rosso, mwazmGiancarlo Sbragia, mwazqDelia Scala, mwazuTino Scotti, mwazyAlberto Sordi, mwazcSolvi Stubing, mwazgNino Taranto, mwazkGianrico Tedeschi, mwazoAroldo Tieri, mwazsUgo Tognazzi, mwazwTotò, mwaz0Franca Valeri, mwaz4Bice Valori e mwaz8Paolo Panelli, mwaaaEnrico Viarisio, mwaaeLina Volonghi, mwaaiFranco Volpi, mwaamLia Zoppelli.
Fra gli stranieri: mwaauCarole André, mwaayBrigitte Bardot, mwaacSenta Berger, mwaagJanis Joplin, mwaakYul Brynner, mwaaoJohn Charles, mwaasCorinne Clery, mwaawFernandel, le mwaa0gemelle Kessler, mwaa4Philippe Leroy, mwaa8Jerry Lewis, mwabaDon Lurio, mwabeJayne Mansfield, mwabiGeorges Moustaki, mwabmPelè, mwabqMac Ronay, mwabuFrank Sinatra, mwabyJean Sorel, mwabcOrson Welles.
Alcuni di loro hanno legato il loro nome in modo quasi indissolubile al prodotto pubblicizzato; ecco alcuni esempi:
• mwabsCesare Polacco (per la brillantina Linetti), attore teatrale, nel ruolo di un mwabwdetective americano quasi infallibile: per sua stessa ammissione, il suo unico errore è non aver mai usato la mwab0brillantina, divenendo calvo.
• mwab8Franco Cerri (per il detersivo Bio Presto), noto chitarrista mwacajazz, conosciuto come l'"Uomo in ammollo", il quale sperimenta un detersivo sulla propria camicia sempre indosso, affermando che "non esiste sporco impossibile!" Cerri per lungo tempo appare nel solo "codino" per essere proposto nelle ultime stagioni come protagonista dell'intera mwacescenetta.
• mwacmMimmo Craig, attore teatrale e televisivo, interprete di una pubblicità dell'olio Sasso. Ciascuna mwacqscenetta narra di un suo sogno romantico ricorrente sulle note de mwacuIl mattino tratto dal mwacymwaccPeer Gynt di mwacgEdvard Grieg. L'idillio viene stroncato dalla consapevolezza della sua grassezza e l'uomo si sveglia terrorizzato per poi realizzare un riuscito dimagrimento, merito del condimento. L'uomo si veste cantando trionfante alla sua domestica (Edith Peters, una delle mwackPeters Sisters) il motivetto mwacomwacsE la pancia non c'è più...!, divenuto brevemente un tormentone.
• mwac0Nicola Arigliano, cantante jazz, come Franco Cerri ricordato più per la pubblicità (del digestivo Antonetto) che per la sua produzione artistica.
• mwac8Paolo Ferrari, attore e doppiatore. Per molti anni si dedica alla pubblicità recitando il ruolo di un intervistatore con delle massaie circa la preferenza di un notissimo detersivo.
• mwadeGino Bramieri: il comico pubblicizzò il mwadiMoplen, concludendo le sue scenette con la battuta: "e mo', e mo' e mo'... Moplen!"
Merita menzione l'ex nuotatore mwadqFioravante Palestini, figura dal fisico scultoreo che appare di spalle divenendo icona di una linea di alimenti per bambini, conosciuto come mwaduL'Uomo mwadyPlasmon.
L'animazione
Coppia vincente
Carmencita e Caballero, testimonial della Lavazza comparsi per la prima volta nell'originale Carosello degli anni sessanta ideato da Armando Testa
Un motivo di novità fu certamente l'introduzione dell'mwadoanimazione. La presenza di Carosello ha certamente contribuito a rilanciare la scuola di animazione italiana, infatti parecchie delle pubblicità diventate più note e apprezzate vennero realizzate da studi grafici italiani cresciuti proprio in quegli anni, come la mwadsGamma Film di mwadwGino e mwad0Roberto Gavioli, la modenese Paul Film di mwad4Paul Campani, lo studio Pagot (dove operavano mwaeaNino e mwaeeToni Pagot), e altri. Da menzionare anche mwaeiGuido De Maria che, oltre a svariati spot, creò, verso la fine degli mwaemanni settanta, un memorabile programma di intrattenimento di sola animazione: mwaeqmwaeuSuperGulp!
I "corti" trasmessi da Carosello spaziavano da filmati prodotti con la classica tecnica dei mwaeccartoni animati a filmati realizzati con la tecnica del mwaegpasso uno. I primi cartoni animati, comparsi nel 1958, furono mwaekAngelino (detersivo Supertrim della Agip) e "l'mwaeoOmino coi baffi" (mwaescaffettiera Bialetti), entrambi inventati da mwaewPaul Campani, a cui seguirono il mwae0Vigile e il foresto (brodo Lombardi) e mwae4Ulisse e l'ombra (mwae8caffè Hag), realizzati e ideati dai mwafafratelli Gavioli. Nel 1965 ebbe inizio la serie di mwafemwafiSalomone pirata pacioccone per pubblicizzare i prodotti dolciari della mwafmFabbri. Tra i più famosi, che continuarono a essere prodotti dopo la fine di Carosello, per scopi commerciali e anche in serie di puro mwafqintrattenimento si ricordano "mwafuCalimero" (mwafyMira Lanza) e "mwafcLa Linea" (pentole mwafgLagostina) di mwafkOsvaldo Cavandoli.
Tra i filmati a passo uno vi sono il "caballero e Carmencita" (mwafsCaffè Lavazza), "Papalla" (mwafwPhilco), quelli realizzati con la tecnica mwaf0mwaf4claymation (mwaf8Fernet Branca). Nel 1961 i filmati del pupazzo "mwagaTopo Gigio" hanno fatto la pubblicità ai biscotti mwagePavesini.
Altri spazi pubblicitari
A mwagqCarosello facevano corona altri appuntamenti fissi degli mwaguanni sessanta e degli mwagyanni settanta. I veri e propri siparietti commerciali non erano ancora delle pubblicità, erano pochi e concentrati in queste fasce: prima del mwagctelegiornale delle 13:30 andava in onda mwaggBreak (dal 15 gennaio 1968, giorno in cui esordì proprio l'edizione meridiana del telegiornale), che nel 1970 venne diviso in due, con un'edizione che anticipava il telegiornale della notte; la mwagkTV dei ragazzi era anticipata da mwagoGirotondo (dal 1964), dopo la trasmissione mwagwGong (1959); nella fascia preserale andava in onda mwag4Tic Tac (dal 1959); mwag8Arcobaleno (dal 1961) precedeva le previsioni del tempo, nel corso del TG serale e prima del notiziario; mwaheCarosello era il traino della prima serata; infine, in seconda serata, c'era mwahiDoremì (dal 1967).
Sul secondo canale, che cominciava le trasmissioni verso sera e trasmetteva il mwahuTelegiornale alle 21:00, l'appuntamento pubblicitario successivo era con mwahyIntermezzo (dal 1962) e, verso le 22:15, mwahgDoremì. In seguito, nel 1973, furono aboliti i nomi (tranne che per mwahkCarosello e mwahoIntermezzo) e gli appuntamenti si moltiplicarono.
Edizioni home video
mwaieCarosello - La storia di un mito è una raccolta in 10 DVD, venduta, a partire da ottobre mwaii2011, in allegato alle riviste mwaimmwaiqTV Sorrisi e Canzoni e mwaiumwaiyPanorama.
L'opera, attraverso i caroselli e contenuti speciali, suddivisi in bienni, ripropone la storia del programma televisivo andato in onda dal mwaig1957 al mwaik1977. Ogni DVD contiene un fascicolo illustrato che spiega la storia di quello specifico biennio. Il prezzo del primo DVD era di 4,99 €cite-ref-24[24]
Citazioni e omaggi
• Tra il 1987 e il 1990, furono trasmessi degli intermezzi mwajepubblicitari sulle tre reti Rai, con sottofondo musicale una parte della sigla di Carosello, che aprivano e chiudevano una sequenza di spot proposti all'epoca utilizzando un mwajisipario teatrale, con uno dei tre colori che contraddistingueva e simboleggiava le rispettive reti: blu per Rai 1, rosso per Rai 2 e verde per Rai 3.
• Dall'11 maggio al 1º giugno 1997 la trasmissione fu riproposta in forma di varietà in prima serata su mwajqRai 2 per quattro puntate con la conduzione di mwajuAmbra Angiolini e la partecipazione virtuale di mwajyCalimero, interpretato da mwajcMarco Giusti, che fu anche coautore del programma con mwajgTatti Sanguineti, Alberto Piccinini, mwajkBeppe Cottafavi e mwajoLuigi Albertellicite-ref-25[25]. Sempre lo stesso anno la Rai decise di riproporre una versione moderna di mwaj8Carosello il sabato e la domenica subito dopo il mwakaTG1 delle 20:00.
• Nel 2007, a cinquant’anni dalla nascita, il gruppo editoriale mwakila Repubblica L’Espresso, in collaborazione con Rai Trade, pubblicò un cofanetto con quattro dvd; dieci anni dopo l’iniziativa editoriale fu ripetuta con una raccolta di venti dvd, che oltre a proporre ore di mwakmpubblicità offre numerose interviste a commentatori ed ex interpreti.
• Dal 2008 al 2010 la sigla storica di mwakuCarosello è stata utilizzata come sigla d'apertura dell'anteprima di mwakymwakcAffari tuoi programma di mwakgRai 1.
• Nel 2013, la Rai decide di riproporre, in via sperimentale, il formato di mwakoCarosello con una nuova trasmissione denominata mwaksmwakwCarosello Reloaded, andato in onda dal 6 maggio 2013 al 14 dicembre 2014 alle 21:10 su mwak0Rai 1.cite-ref-26[26] Il programma ha una durata massima di 210 secondi (più breve rispetto ai dieci minuti del Carosello originale) e ha all'interno tre pubblicità. La storica sigla è stata mantenuta e rivisitata in chiave moderna. Il programma è curato dalla concessionaria pubblicitaria Rai, mwaliRai Pubblicità, ex mwalmSipra.cite-ref-27[27]
• Nel 2025, viene realizzato un film per la tv chiamato mwalkmwaloCarosello in love.
Note
cite-note-11. ↑ mwamemwamiWalter Veltroni, mwammI programmi che hanno cambiato l'Italia. Quarant'anni di televisione, Milano, mwamqFeltrinelli, 1992, mwamuISBNmwamy 88-07-42064-3.
cite-note-21. Prodotto dalla Paul_film per pubblicizzare un prodotto "Supertrim"
cite-note-33. ↑ Walter Veltroni, op. citata
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cite-note-1212. ↑ Walter Veltroni, mwassI programmi che hanno cambiato l'Italia. Quarant'anni di televisione, Milano, mwaswFeltrinelli, 1992. ISBN 88-07-42064-3
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Bibliografia
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• A. Grasso, mwa1ymwa1cEnciclopedia della televisione, Garzanti, Milano 2008
• Croce Guia, Edmondo Berselli, Aldo Nove, mwa1kTutto il meglio di Carosello, 1957-1977, Einaudi, Torino 2008
• Laura Ballio e Adriano Zanacchi, mwa1wCarosello story. La via italiana alla pubblicità televisiva, ERI, Torino 2009 (con DVD).
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• (EN) Carosello, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) Carosello, su Box Office Mojo, IMDb.com.
• mwa2cA letto dopo Carosello, in Atlante, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 16 febbraio 2017.